Meno performance, più vittorie interne e percorsi autentici
La scorsa settimana abbiamo parlato di quanto sentiamo il bisogno di avere obiettivi più sostenibili del nostro benessere (se te lo sei perso, qui il link all’articolo). Per proseguire il nostro ragionamento e riprendere in mano la nostra armonia di vita, è necessario soffermarci su un altro tema molto importante e attuale che riguarda tutti noi, comprese le nuove generazioni che spesso non si sono neanche ancora affacciate al mondo del lavoro e devono farci i conti: è il tema delle performance.
Non è sempre e tutto una performance
La vita non è una gara. Il lavoro non è una corsa contro il tempo. E i nostri obiettivi non devono essere solo trofei da esibire: devono essere tappe di un percorso che ci appartiene, ci nutre, ci migliora. Riscopriamo il senso profondo del “fare” e dell’“essere”, liberandoci dalla cultura del risultato a tutti i costi.
Attenzione, con questo non viene meno la cura che serve dedicare a ciò che facciamo, anzi proprio il contrario.
Meno performance, più cura e significato
Meno obiettivi performance, più percorsi autentici. Quando iniziamo a creare traguardi che ci rappresentano, il lavoro diventa parte della vita. E la vita assume una forma più armoniosa.
Ma perché questo non avviene sempre?
I motivi sono diversi e tutti validi e attenzione a non giudicarli soprattutto quando fanno parte della vita degli altri. Lavorare quotidianamente con la mente delle persone, dentro e fuori dai contesti lavorativi, come coach, mi ha insegnato una cosa più di tutte: ogni azione, comportamento o scelta di una persona, sono solo la punta dell’iceberg.
Nascosti, senza che nessuno possa immediatamente scorgerli, sono i trascorsi di ognuno di noi, le nostre storie, il nostro passato, le nostre convinzioni che, vita facendo, si sono radicate, che influenzano le nostre scelte e gli obiettivi di oggi. Questo è da considerare anche quando siamo abili e concentrati sul raggiungimento dei nostri obiettivi. Anche quando ci sembra che le nostre azioni stiano andando verso la meta giusta, chiediamoci sempre:
- Quegli obiettivi sono davvero nostri?
- Sto seguendo un mio sentire o sono nel vortice del mito delle performance?
- Il raggiungimento dell’obiettivo sarà una vittoria interna (davvero mia)?
È bene interrogarci su tutti e tre questi concetti.
Gli obiettivi sono davvero tuoi?
Prima di inseguire un traguardo, chiediti:
- Lo sento veramente mio?
- Lo sto inseguendo per me o per compiacere altri?
- È coerente con l’armonia vita lavoro che desidero?
La corsa verso obiettivi non autentici porta a mete che non ci fanno stare meglio. Queste situazioni sono tutt’altro che rare e le si trova spesso nei più giovani che per compiacere ad esempio un genitore, si trovano a scegliere facoltà universitarie e corsi di studio o lavoro non prettamente in linea con la loro identità formata o ancora in formazione. Pensiamoci quindi a questo, sia come figli, che come genitori. E non trascuriamo anche il mondo scolastico, spesso pronto a etichettare studenti e studentesse “più portate per quello o per quell’altro…”
Il mito della performance
Spesso crediamo di dover dimostrare il nostro valore attraverso risultati visibili a tutti. Ma:
- l’autenticità non si misura in trofei;
- il benessere nasce dalla coerenza, non dalla perfezione;
- i “castelli dorati” possono nascondere emozioni implose e stanchezza invisibile.
Ma nonostante la consapevolezza in questi punti, può comunque accadere di inseguire qualcosa e non riuscire a liberarsi da quella corsa in cui a correre siamo proprio noi e senza che nessuno direttamente ci stia speronando nel tragitto.
In questo caso bisogna fare i conti con i nostri passati irrisolti, con le credenze che abbiamo creato, con i doveri che crediamo di avere e con quel bisogno di approvazione che stenta a fermarsi soddisfatto.
In questi casi l’obiettivo non è altro che un binario parallelo sul quale scappare rifugiandoci nel meccanismo della performance oppure, in altri casi può diventare la leva di grande tenacia e perseveranza.
Resta evidente, anche in questo ultimo caso, un bisogno di calma e armonia. Arrivare al traguardo dei nostri obiettivi con un gran senso di rivalsa verso altre persone o situazioni, non ci aiuta a vivere a pieno il successo raggiunto cioè la realizzazione dei nostri sogni che invece meritano di essere celebrati.
Le vittorie interne: molto più preziose delle performance
Le conquiste più significative sono spesso silenziose. Sono quelle che, viste da fuori, sono una mera sconfitta plateale, ma internamente possono rappresentare:
- il momento in cui decidiamo di cambiare rotta;
- il coraggio di ammettere che qualcosa non funziona;
- la capacità di perdonarsi, di imparare, di rinnovarsi.
Si può perdere fuori, ma vincere dentro. E quelle sono le vittorie che durano più a lungo perché insegnano e fanno crescere.
Dall’obiettivo ai piani d’azione, senza l’ansia da performance
Per ogni meta desiderata e ambita serve un viaggio piacevole e intenso.
Per impostare obiettivi armoniosi e sani quindi è davvero necessario considerare i percorsi parte dell’obiettivo stesso. Prova a pensarci: ognuno di noi può raggiungere un determinato obiettivo. La differenza la fanno i modi in cui ognuno di noi decide di arrivarci. Stiamo quindi parlando non solo di destinazioni, ma dei piani d’azione che formuliamo per realizzare o raggiungere la nostra meta.
Dare attenzione al viaggio, e non solo all’arrivo, è più strategico per il nostro benessere e anche più intelligente e funzionale alla vita che vogliamo vivere.
Osserva quindi cosa succede lungo il percorso dei tuoi obiettivi o di quelli che affidi ad altri, ad esempio in un team di lavoro. O se stai impostando degli obiettivi di miglioramento proprio in questo periodo della tua vita sappi di dover porre attenzione a ogni passo che farai, non solo a quello finale. Un obiettivo davvero sano richiede buoni piani d’azione che includono diversi elementi essenziali:
- disciplina e impegno, non solo ispirazione (capacità di concentrazione);
- flessibilità e capacità di adattamento (gestione del cambiamento e dello stress);
- una visione che accoglie deviazioni e imprevisti (gestione del fallimento);cura delle emozioni e rispetto dei propri tempi (intelligenza emotiva e gestione del tempo);
- linguaggio gentile e propositivo (benessere comunicativo);
- strumenti di crescita e pianificazione (crescita personale, formazione, coaching, mentoring).
Si cambia cambiando. Il valore dei percorsi autentici e concreti
Si migliora e si cambia cambiando, non solo pensando o dicendo di volerlo fare. Questo potrebbe sembrare scontato, ma non lo è affatto. Tantissime persone credono di avere in mente obiettivi chiari e buone strategie da seguire, ma basta chieder loro di scrivere il loro obiettivo su un foglio di carta e scoprirete che a metà frase queste persone si bloccano, sempre che accettino di svolgere l’esercizio. Perché questo accade? Perché spesso confondiamo i nostri buoni propositi, i nostri sogni, desideri e buone intenzioni con obiettivi efficaci e sostenibili, per poi scoprire che qualcosa non torna? Non posso accontentarmi di desiderare così tanto una certa cosa per soddisfare in automatico il fatto di averla, viverla o di realizzarla.
“Se vuoi, puoi” è un inganno che ci hanno raccontato troppo spesso.
«Quando vogliamo riuscire in qualcosa, serve tutto di noi: concentrazione, focus, determinazione, energia, vitalità; e tutto questo non può arrivare dalla sola motivazione perché, anche nei nostri obiettivi più ambiziosi, la motivazione ha sempre i suoi alti e bassi e questo dobbiamo metterlo in conto. Il principio del “se vuoi, puoi” non funziona. Se vuoi, invece, devi pensare molto bene a come fare per arrivarci». (D. De Nuzzo, “Armonia” 2025, ed. IlSole24Ore).
DDNstudio e Debora De Nuzzo
Consulente per il Benessere Organizzativo, Formatrice e Mindset coach. Ha fondato DDNstudio, un’azienda che si occupa di creare percorsi formativi e strategie per il benessere personale e organizzativo. Formatrice aziendale e Docente in scuole e università. Personal Coach di professionisti, imprenditori e imprenditrici. Arricchisce costantemente i suoi studi nel campo della formazione e del coaching per creare e proporre le migliori soluzioni organizzative e formative in grado di aiutare le persone e le aziende a lavorare e vivere meglio in un clima sano, costruttivo, sostenibile del benessere e dell’armonia vita lavoro di tutti. Con Armonia ha vinto la terza edizione del Premio letterario di Saggistica economica e sociale del Sole 24 Ore.
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