L’ultima newsletter di DDNstudio ha smosso i pensieri di diverse persone. Ho ricevuto messaggi, domande, condivisioni. La newsletter parlava di un tema “di mezzo”, un tema che tocca tanti aspetti della nostra vita e che in comune hanno la nostra attenzione, la nostra presenza, il nostro esserci mentre facciamo le cose e mentre le cose accadono. Ho deciso allora di parlarne anche qui.
Esserci per non perdersi
Siamo già ad aprile si dice e ci accorgiamo che il primo trimestre dell’anno è passato, in ogni caso, in ogni modo, con obiettivi raggiunti e non raggiunti, e sicuramente con una certezza: che qualcosa è accaduto. E che cosa? Hai fatto caso a tutto quello che ti è successo in questi primi tre mesi dell’anno o almeno in quest’ultimo mese?
Quanto spesso ci capita di non dare valore a piccoli momenti, incontri, di non dare il giusto ascolto a ciò e a chi dovremmo! I giorni passano e non ci accorgiamo di quanta meravigliosa vita accade. Tutti presi a pianificare e pochi presi a vivere davvero con attenzione. In questi giorni sto riflettendo molto su un fatto: serve esserci nella vita, non solo pianificarla. Serve esserci perché stiamo perdendo pezzi importanti e soprattutto, in molti casi, ci stiamo perdendo noi.
Una recente ricerca mostra che oltre il 50% dei ragazzi parla più con l’intelligenza artificiale anziché coi propri genitori o con i propri amici.
E intanto il 60% dei genitori questo non lo sa perché non conosce questi strumenti.
I giovani parlano con le macchine, alcuni compiono gesti indescrivibili, noi ci indigniamo, ma poi cosa facciamo di diverso? A cosa serve capire, se poi la comprensione non migliora e cambia i nostri comportamenti? Ascoltiamo di più? Corriamo di meno? Facciamo caso alle cose? In tutto questo, non voglio sollevare problemi che tra l’altro sono già sotto gli occhi di tutti, ma come donna, mamma, professionista della salute e del benessere, voglio provare a pensare a soluzioni possibili.
Come fare ad esserci?
Nei nostri tanti ruoli di persone, professionisti, genitori, manager, colleghi/e, educatori, ecc. potremmo imparare molto bene come fare: informandoci, leggendo, formandoci sia personalmente che professionalmente. Per le aziende ad esempio (che sono il mio osservatorio principale) dovrebbe ormai essere d’obbligo investire sulle competenze di vita delle persone che non sono per niente SOFT skills, sono skills essenziali per non perderci.
Temi su cui dovremmo formarci tutti e tutte:
l’armonia vita lavoro, l’empatia, l’intelligenza emotiva, la capacità di apprendere continuamente, i ruoli di vita come risorse, il benessere comportamentale, la gestione dei conflitti, l’educazione alle relazioni socio-emotive, la leadership che valorizza le persone.
E mentre ci istruiamo a fare la nostra buona e piccola parte in questo mondo, non scordiamoci che abbiamo bisogno di esserci mentre le cose accadono, di essere presenti a noi, agli altri e a ciò che costruiamo, perché le cose poi accadono: sia quelle belle che non ti aspetti e che arrivano in un timido e insignificante pomeriggio, sia quelle meno belle che forse avremmo potuto prevedere se solo avessimo tenuto quello sguardo e quell’ascolto accesi e vivi.
È come se ogni giorno, ogni momento, sfidasse e mettesse alla prova il nostro essere presenti (davvero). Io ci ho fatto caso e questi sono solo alcuni esempi che condivido qui con te.

Esserci, come genitore
<<Mamma ho bisogno di parlarti>> e intanto mi chiama l’azienda cliente.
È stato un istante, il telefono vibrava e io stavo per rispondere, ma non l’ho fatto. Ho scelto di ascoltare mia figlia e solo dopo ho richiamato. In modo del tutto naturale ho iniziato la telefonata dicendo al mio interlocutore “mia figlia era emozionata, voleva dirmi qualcosa di importante e io ho voluto ascoltarla”. Poi a tarda sera ci ho pensato: stavo per perdermi uno dei momenti più importanti della sua vita di novenne alle prese con quell’emozione che travolge e ti fa uscire il cuore dal petto e per fortuna non me la sono persa.
Esserci come amica
Una semplice serata al cinema e la domanda <<come stai?>>
<<Perché non andiamo una sera al cinema? Ho visto un film che potrebbe piacerci>>. Il film “Rental family” è stato stupendo e il seguito della serata ancora di più: <<Perché non ci fermiamo a bere una birra?>> e parte una chiacchierata tra donne fino all’una di notte e ad un certo punto quella domanda: <<E tu, come stai?>>. Ci ho fatto caso, mi sono presa tutta l’intensità di quella domanda che io sono abituata molto a fare, ma molto meno a ricevere. Ci ho fatto proprio caso, ho ringraziato per l’interesse prima di rispondere e per fortuna non me la sono persa.
Esserci, nel lavoro
<<Passa a trovarci>> e la magia accade
Quante volte al lavoro o nella vita di tutti i giorni capita di dirsi così e non dare più seguito? Diciamo di volerci rivedere, ci scambiamo contatti che non ricontattiamo mai, ma questa volta l’ho fatto, sono passata a trovarli e sono uscita da quegli uffici ubriaca di gioia. Qui non posso ancora dirti cosa sia successo, ma tra qualche mese, se tutto va bene, lo saprai. Ho ascoltato bene quell’invito, l’ho accettato, ho dato seguito e…per fortuna non me lo sono perso.
Mi piacerebbe che anche tu riuscissi a cogliere quei momenti della tua vita a cui poter dare un significato e che tu riuscissi a riflettere su queste piccole, ma grandi esperienze che capitano a tutti noi, in famiglia, nelle amicizie, al lavoro, ovunque.
Sii presente a te, ai tuoi perché, a quello che accade intorno a te. Guarda davvero e accogli ciò che la vita ti può restituire. E quando i momenti importanti (lo sono tutti) accadranno, li vedrai e forse anche tu potrai dire “per fortuna non me li sono persi”.
Se anche tu hai voglia di dirmi la tua, ti leggo molto volentieri. Scrivimi pure qui
Questo articolo è tratto dalla newsletter di DDNstudio che è un appuntamento mensile per aggiornarci sui temi del benessere personale, organizzativo e dell’armonia vita lavoro e per condividere un po’ di quel che faccio e penso sperando possa esserti di ispirazione. Se vuoi iscriverti e pensi che l’iscrizione a questa newsletter possa essere utile anche a qualcuno che conosci, qui il link
DDNstudio e Debora De Nuzzo
Consulente per il Benessere Organizzativo, Formatrice e Mindset coach. Ha fondato DDNstudio, un’azienda che si occupa di creare percorsi formativi e strategie per il benessere personale e organizzativo. Formatrice aziendale e Docente in scuole e università. Personal Coach di professionisti, imprenditori e imprenditrici. Arricchisce costantemente i suoi studi nel campo della formazione e del coaching per creare e proporre le migliori soluzioni organizzative e formative in grado di aiutare le persone e le aziende a lavorare e vivere meglio in un clima sano, costruttivo, sostenibile del benessere e dell’armonia vita lavoro di tutti. Con Armonia ha vinto la terza edizione del Premio letterario di Saggistica economica e sociale del Sole 24 Ore.
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