A TEATRO CON UMBERTO GALIMBERTI

Umberto Galimberti

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Amo andare a teatro, da sola e in compagnia. Penso sia come portare a cena, in un ristorante “buono”, la propria mente. Lo reputo un appuntamento con me stessa da qualche tempo, per questo amo andarci anche da sola. È la mia serata, decido di andarci in taxi proprio per non avere alcun pensiero extra – il parcheggio, il traffico – voglio godermi proprio tutto! E inizia così la mia serata a teatro ad ascoltare Umberto Galimberti. Stendo a credere che tu non possa conoscerlo, ma nel dubbio qui puoi trovare alcune informazioni su di lui.

L’incontro con Umberto Galimberti

Entro a teatro e lo incontro subito al banchetto con in vendita i suoi libri. È strano, solitamente gli autori non si fanno mai vedere prima del loro spettacolo, li trovi piuttosto su Instagram a fare stories sul loro camerino, sui loro rituali per gestire le emozioni prima di andare in scena o a riprendere la grandezza del teatro a poltrone ancora vuote. Lui invece è lì, presente a sé stesso e a chi vuole una sua firma su un suo libro.

Mi avvicino delicatamente, quasi intimorita, come si fa quando si incontrano i Maestri, gli porgo “I miti del tempo” un suo libro del 2012 arrivato alla quattordicesima edizione nel marzo del 2025. Oso, e gli chiedo di poter fare una foto insieme e lui mi risponde “Fammela pure mentre lavoro” e riparte a firmare libri.

In quella frase – Fammi pure la foto ma mentre lavoro – ci ho visto un comportamento nobile, di altri tempi, di una grandezza, onestamente e mi spiace dirlo, non più di oggi. Lascio a te che leggi spazio per altre possibili interpretazioni. Io l’ho vista così!

Mi chiede se Debora si scrive con o senza la H finale e lo ritrovo terreno essendo questa la domanda che mi fanno tutti ogni volta che dico come mi chiamo. Riprendo il mio libro firmato, quindi ora più prezioso, e con gli occhi da autrice guardo quel banchetto pieno di libri, conoscenza, parole, pensieri con una ammirazione smisurata e mi chiedo se anche io a 80 anni avrò diffuso tutto quel sapere e aiutato così tante persone a ragionare. Sono queste le persone che ti ispirano a procedere con l’amore per il sapere e il bene comune, quello che straborda da te ed entra negli altri.

Umberto Galimberti
Umberto Galimberti

Appunti di “Il bene e il male. Educare le nuove generazioni” di Umberto Galimberti al Teatro Arcimboldi di Milano 

Inizia lo spettacolo e, come mi capita spesso di fare, prendo appunti e quegli appunti oggi li voglio condividere con te che mi leggi. Sono alcune sue citazioni riportate secondo il mio punto di interesse e di ascolto che è quello molteplice di mamma, docente, formatrice, coach e professionista del benessere umano.

Sulla MOTIVAZIONE

Parlando di scuola e genitorialità Galimberti dice: “Ai giovani non serve volontà o motivazione, serve qualcosa che li attragga”.

“Noi creiamo le nostre mappe cognitive ed emotive nei primi sei anni di vita. Le neuroscienze dicono addirittura entro i primi tre”.

Per questo l’infanzia è il periodo in cui abbiamo un potenziale in altissima formazione che non va interrotto, ingabbiato, atrofizzato “come quando ad esempio viene dato ad un bambino un cellulare per farlo “stare buono”. “La bontà”, dice Galimberti, “non è la quiete”. “Buono non è quieto”. 

Sull’IDENTITÀ

“La nostra identità è il frutto di nostri riconoscimenti e disconoscimenti”.

“Quando i bambini non vengono ascoltati si creano delle ferite alla loro identità”.

“Bisogna stare attentissimi a parlare coi bambini”.  

“Siamo il frutto dello sguardo dell’altro”.

E “Se pensi di fare a meno degli altri o sei bestia o sei Dio” (Aristotele) 

“Dopo i 12 anni le parole dei genitori sono vane perché poi arriva la sessualità e tutti i rapporti diventano condizionati”. 

Ecco perché il grande lavoro da fare come genitori, insegnanti, educatori ecc. è entro i 12 anni di vita perché solo se avremo parlato ai bambini, solo se li avremo ascoltati fino a quel momento, allora loro continueranno a parlare con noi anche dopo.

Sui REGALI AI BAMBINI

“I regali annullano i desideri”.

“I desideri si estinguono attraverso i regali”.

“Cosa è rimasto del desiderio, delle mancanze?” si chiede Galimberti e ci esorta a pensare che quando i figli si annoiano o non trovano interesse in niente, forse dovremmo guardare nelle loro camerette, a quante cose hanno, quante cose hanno ricevuto, quanti regali sono stati loro fatti.

Sulla SCUOLA COME “CLINICA” e L’EDUCAZIONE

“Oggi la scuola elementare sembra una clinica e tutti i bambini sembrano essere dislessici, disgrafici, discalculici, ecc. ma non è così”.

“Gli insegnanti di sostegno se non specializzati creano più danni. Non devono essere quelli che non hanno avuto la cattedra”. 

“La scuola elementare è anche educazione, poi dalle medie l’educazione sparisce, la scuola media istruisce ma non educa. Le medie sono un disastro” 

“La nostra scuola non ha intenzione di educare i ragazzi. Ci sono classi da 28/30 ragazzi e con quei numeri non si educa”.

Sulla MENTE, IL CUORE e i PROFESSORI

“La mente non si apre se non si apre prima il cuore e quanti sono i professori che parlano al cuore dei ragazzi?” 

“Serve misurare l’empatia dei professori a scuola, sarebbe necessario perché un non empatico non può fare il professore, serve partecipazione emotiva”.

“La cattedra è un palcoscenico e i professori dovrebbero fare un corso di teatro”. 

“L’autorità non te la dà il ruolo ma i ragazzi col cuore aperto se riesci a entrare dentro di loro”.

Sulla SESSUALITÀ e l’AFFETTIVITÀ

“La sessualità ti porta a trasformarti a tua insaputa. Porta a una radicale rivisitazione della visione del mondo. In questa rivoluzione si parla coi ragazzi?”

“L’affettività si insegna con la cultura, i libri, la letteratura” 

“Le emozioni sono la risonanza emotiva dei comportamenti. Oggi i giovani non sentono più la differenza tra bene e male. Si parla di emozioni a scuola? Di sentimenti? I sentimenti si imparano e sono prodotti culturali che si insegnano”.

Mi auguro che queste frasi facciano riflettere anche te, in qualunque tuo ruolo tu stia vivendo, e che questa stesura di appunti ti sia utile.

DDNstudio e Debora De Nuzzo

Consulente per il Benessere Organizzativo, Formatrice e Mindset coach. Ha fondato DDNstudio, un’azienda che si occupa di creare percorsi formativi e strategie per il benessere personale e organizzativo. Formatrice aziendale e Docente in scuole e università. Personal Coach di professionisti, imprenditori e imprenditrici. Arricchisce costantemente i suoi studi nel campo della formazione e del coaching per creare e proporre le migliori soluzioni organizzative e formative in grado di aiutare le persone e le aziende a lavorare e vivere meglio in un clima sano, costruttivo, sostenibile del benessere e dell’armonia vita lavoro di tutti. Con Armonia ha vinto la terza edizione del Premio letterario di Saggistica economica e sociale del Sole 24 Ore.

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